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4th November 2026

Sostenibilità e competitività: dall’EcoVadis World Tour Italia 2026 le sfide per il futuro delle filiere

La sostenibilità sta attraversando una profonda trasformazione aziendale: in un contesto segnato da  incertezze geopolitiche, evoluzione normativa e volatilità dei mercati, le imprese sono chiamate a superare  gli impegni formali per concentrarsi su risultati concreti, misurabili e capaci di generare valore.  

Oggi, limitarsi a rispondere agli obblighi di rendicontazione non è più sufficiente. La vera sfida è integrare i  criteri ESG nei processi decisionali, nelle strategie di approvvigionamento e nelle relazioni con i partner  commerciali. Questo significa passare da un approccio prevalentemente orientato alla conformità a un  modello in cui la sostenibilità contribuisce concretamente alla capacità dell’impresa di anticipare i rischi,  migliorare le performance e rafforzare la propria posizione competitiva. 

Su queste premesse si è svolta la sesta edizione dell’EcoVadis World Tour Italia a Milano, registrando un  record di presenze che conferma la centralità del procurement sostenibile per la competitività del Paese. Il  messaggio guida di quest’anno “Global Thinking. Local Reality” ha invitato a conciliare la visione strategica  globale con le realtà locali, trasformando le metriche ESG da adempimento burocratico a leva strategica di  resilienza. 

L’evento ha visto alternarsi sul palco esperti, istituzioni e aziende di primo piano. Dopo le riflessioni  introduttive di EcoVadis e l’analisi di scenario curata da KPMG, i casi studio aziendali hanno dimostrato la  concretezza di questa transizione: Mutti ha evidenziato come la sostenibilità debba integrarsi nei processi  organizzativi quotidiani, mentre Sidel ha illustrato l’importanza di definire indicatori di performance chiari per  misurare l’impatto reale.  

L’evoluzione tecnologica ha poi mostrato, grazie alle novità dell’ecosistema EcoVadis e ai contributi di partner  come LiveEO e Ivalua, come i dati satellitari e le piattaforme digitali semplifichino il lavoro delle direzioni  acquisti. Il confronto finale tra i Chief Procurement Officer di Chiesi Group e A2A ha infine ribadito il ruolo  centrale delle decisioni d’acquisto nel guidare la trasformazione dell’intera filiera. 

Tra i molti spunti emersi durante la giornata, quattro direttrici fondamentali sintetizzano il percorso verso il  futuro degli approvvigionamenti. 

La prima è la necessità di colmare il divario tra ESG e business, facendo in modo che la visione della  sostenibilità contamini ogni funzione aziendale e generi nuova conoscenza. La seconda riguarda il  superamento della semplice conformità normativa: integrare la sostenibilità negli approvvigionamenti  quotidiani e nella gestione del rischio permette di costruire una supply chain solida e garantisce un ritorno  sull’investimento chiaro e misurabile. 

La terza sfida chiave risiede nell’incentivare i fornitori, trasformando la compliance in una collaborazione  attiva basata su valore commerciale tangibile, grazie a strumenti condivisi e sviluppo delle competenze, con  particolare attenzione alle piccole e medie imprese.  

Infine, il dibattito ha chiarito il ruolo della tecnologia: la misurazione delle performance diventa fondamentale perché permette di individuare le aree di miglioramento, definire priorità e monitorare i progressi nel tempo. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale deve essere utilizzata come un acceleratore dei flussi di lavoro e  non come una scorciatoia, poiché le decisioni strategiche più solide continueranno sempre a dipendere da  dati accurati, verificati e di alta qualità. 

In questo equilibrio tra “Global Thinking” e “Local Reality” si gioca il futuro della sostenibilità: non attraverso  iniziative isolate o astratte, ma attraverso la capacità delle imprese di calare le grandi ambizioni globali nelle  decisioni operative quotidiane, trasformando gli obiettivi condivisi in progressi concreti per tutto il territorio.

Le interruzioni della catena di approvvigionamento comportano costi per le aziende

1,6 trilioni di dollari

in termini di potenziale di crescita del fatturato annuo.