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11th March 2026

Milano Cortina 2026: un’analisi ESG tra strategia, metriche e gestione della supply chain

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Novità: Indice globale del rischio e delle performance di sostenibilità della catena di fornitura

Approfondimenti da EcoVadis Ratings

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Le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 Winter Olympics rappresentano un grande evento sportivo ma per l’Italia costituiscono anche un banco di prova concreto sulla capacità di gestire un progetto complesso integrando criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) in modo strutturato e misurabile.

Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata un elemento centrale nella progettazione dei mega-eventi. Tuttavia, tra dichiarazioni di neutralità climatica e promesse di legacy positiva, il rischio è spesso quello di fermarsi a una dimensione comunicativa. La credibilità di un’Olimpiade sostenibile si misura invece nella qualità delle metriche utilizzate, nella governance della supply chain e nella trasparenza con cui vengono pubblicati i risultati.

In questo senso, Milano Cortina rappresenta un caso interessante: un modello di competizioni diffuso su più territori, con forte ricorso a infrastrutture esistenti e con una crescente attenzione alla gestione delle emissioni indirette lungo la catena del valore.

Una sostenibilità che passa dalle emissioni indirette

In un grande evento internazionale, la parte più significativa delle emissioni non deriva dagli impianti in sé, ma da tutto ciò che ruota attorno: trasporti, fornitori, materiali, catering, allestimenti, merchandising.

Le emissioni cosiddette Scope 3 possono arrivare a rappresentare fino all’80% dell’impronta carbonica complessiva. È qui che Milano Cortina è stata chiamata a fare la differenza.

Le stime preliminari indicano che la sua impronta complessiva si colloca nell’ordine di circa 930.000 tonnellate di CO₂ equivalente, con una quota significativa attribuibile alla mobilità dei visitatori. Gli spostamenti degli spettatori rappresentano infatti oltre 400.000 tonnellate di CO₂ equivalente, confermando come la gestione dei flussi logistici sia uno degli elementi più determinanti nella sostenibilità dei grandi eventi.

Circa il 92% delle venue utilizzate è stato costituito da impianti esistenti o strutture temporanee. La scelta di riutilizzare in larga parte infrastrutture esistenti ha ridotto l’impatto legato alle nuove costruzioni, contenendo le emissioni “incorporate” nei materiali come cemento e acciaio. Questo elemento ha inciso in modo strutturale sull’impronta ambientale complessiva dell’evento.

Allo stesso tempo, il modello diffuso delle Olimpiadi – con sedi distribuite tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige – ha aumentato la complessità logistica, rendendo ancora più centrale la pianificazione dei flussi e l’ottimizzazione dei trasporti. 

Dal punto di vista ESG, questo equilibrio tra riduzione delle costruzioni e gestione logistica rappresenta uno degli aspetti più rilevanti nella valutazione complessiva della sostenibilità dell’evento.

Energia e gestione delle venue

Dal punto di vista ambientale, la valutazione ESG si misura su alcuni indicatori chiave: quota di energia da fonti rinnovabili, emissioni per spettatore, emissioni per sede, gestione efficiente degli impianti temporanei.

La transizione verso fonti energetiche più pulite nelle venue e il contenimento dei consumi hanno rappresentato elementi essenziali per limitare l’impatto diretto. Tuttavia, il vero elemento distintivo resta la trasparenza nella pubblicazione dei dati effettivi e nella distinzione tra riduzione reale e compensazione delle emissioni.

Le stime indicano un consumo complessivo di circa 85 GWh di elettricità coperti da garanzie di origine rinnovabile, una misura che contribuisce a ridurre l’impatto diretto delle operazioni legate all’evento. La pubblicazione di dati verificabili e la conformità a standard internazionali di reporting rappresentano quindi componenti fondamentali della governance ambientale.

Economia circolare: la prova della fase post-evento

Un’Olimpiade produce inevitabilmente grandi quantità di materiali temporanei. Allestimenti, strutture modulari, arredi, materiali promozionali.

In questo contesto, la sostenibilità si misura nella capacità di progettare un sistema circolare che consenta di riutilizzare o riciclare la maggior parte delle risorse impiegate. Tra gli obiettivi operativi figurano target di raccolta differenziata pari al 70% dei rifiuti generati durante l’evento e il riciclo dell’80% degli imballaggi.

La vera sfida dell’economia circolare riguarda sia la gestione dei rifiuti durante le competizioni, sia, e soprattutto, la fase successiva all’evento. La tracciabilità dei materiali e la possibilità di reinserirli nelle filiere produttive rappresentano gli elementi che determinano se l’approccio circolare produce effetti reali o rimane limitato alla fase operativa dei Giochi.

La dimensione sociale: filiera e territorio

La sostenibilità di un grande evento non si esaurisce nella dimensione ambientale. I Giochi olimpici generano effetti economici e sociali significativi sui territori coinvolti.

La preparazione dell’evento attiva filiere produttive locali, coinvolge piccole e medie imprese, crea occupazione temporanea e contribuisce allo sviluppo di competenze professionali legate all’organizzazione di eventi complessi.

Un elemento centrale in questa dimensione riguarda l’integrazione di criteri ESG nei processi di procurement. L’introduzione di requisiti ambientali e sociali nei bandi di gara, la valutazione della sostenibilità dei fornitori e la presenza di audit lungo la catena di subfornitura rappresentano strumenti fondamentali per garantire coerenza tra gli obiettivi dichiarati e le pratiche operative.

In un modello distribuito come quello di Milano Cortina, il rischio principale è la frammentazione della supply chain. Senza sistemi di controllo e monitoraggio adeguati, gli standard di sostenibilità possono indebolirsi lungo i livelli più bassi della filiera.

Governance e accountability

La credibilità ESG di un grande evento si fonda su tre elementi: metodologia, misurazione e verifica indipendente.

La conformità a standard internazionali di rendicontazione, la chiarezza nella distinzione tra emissioni Scope 1, 2 e 3 e la pubblicazione di report verificati rappresentano il cuore della governance sostenibile.

Non è la promessa di neutralità climatica a fare la differenza, ma la capacità di rendicontare in modo trasparente cosa è stato realmente ridotto e cosa eventualmente compensato.

 

Conclusioni

In prospettiva, l’impatto più rilevante di Milano Cortina 2026 Winter Olympics potrebbe non risiedere esclusivamente nei risultati ambientali dell’evento, ma nella capacità del sistema produttivo italiano di interiorizzare standard più avanzati di gestione ESG.

Se le imprese coinvolte nella supply chain avranno rafforzato i propri processi di tracciabilità, integrato metriche ambientali nei modelli operativi e adottato sistemi più strutturati di gestione della sostenibilità, l’eredità dei Giochi potrà estendersi ben oltre la dimensione sportiva.

In questo senso, Milano Cortina rappresenta un passaggio significativo verso un modello in cui grandi eventi internazionali e responsabilità ambientale sono componenti integrate di una strategia industriale e territoriale.

La sostenibilità di un’Olimpiade, in definitiva, si misura nella qualità delle decisioni prese lungo l’intera catena del valore e nella capacità di trasformare un evento temporaneo in un acceleratore di cambiamento strutturale.

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